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ultimo aggiornamento: 14/09/09 French
 
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Sophie Jabès sarà premiata il 20 ottobre

Corriere del Mezzogiorno - 30 luglio 2005

di Valeria Gramigna

Quest'anno il Premio Murat è andato a Caroline Jabès per il romanzo Caroline assassine, pubblicato da Lattès nel 2004. Nato nel 2001, il «Prix Murat: un romanzo francese per l'Italia» premia con cadenza biennale un autore francese ancora sconosciuto al pubblico italiano. L'iniziativa è collegata al convegno sulla narrativa francese contemporanea, anch'esso biennale, organizzato dal Grec (Groupe de Recherche sur l'Extrême Contemporain), un'équipe di ricercatori impegnati nello studio della letteratura francese attuale sotto la guida del professor Matteo Majorano nell'ambito del dipartimento di Lingue romanze e mediterranee - diretto dalla professoressa Marie Thérèse Jacquet -, che lavora da più di dieci anni sull'«Extréme Contemporain», facendo da «ponte» tra la cultura letteraria francese e quella italiana. L'obiettivo è, da una parte, quello di approfondire scientificamente la conoscenza di autori e problemi della letteratura d'oltralpe da noi poco noti, dall'altra, promuovere l'incontro, su un piano piu concreto, tra le due culture. La scuola da un lato e l'editoria, dall'altro, costituiscono altri due poli cui il Grec fa riferimento per allargare il raggio di azione dei suoi interventi.

I romanzi vincitori delle passate edizioni sono stati tradotti da Bompiani (L'apiculteur, ovvero L'apicoltore di Maxence Fermine, premio Murat 2001), e da Besa (Mot à mot - Parola per parola di Christine Deroin, premio Murat 2003). La giuria del premio è composta dagli studenti della Facoltà di Lingue e di alcuni licei di Bari e provincia: il Salvemini, lo Scacchi, il Cartesio di Triggiano, il Majorana di Mola, il Preziosissimo Sangue, il Pilone di Spinazzola, il Bianchi Dottula, il Leonardo da Vinci di Bisceglie, il Laterza di Putignano, l'Itc Giulio Cesare, il Romanazzi. La giuria di studenti-lettori nel tempo si è estesa vertiginosamente: il romanzo di Sophie Jabès è stato votato da 315 lettori su 542 voti (128 voti per il secondo classificato, Les corps perdus di François Gantheret e 98 per Les mais libres di Jeanne Benameur). «Il Premio Murat opera con una giuria ben più larga di quella di altri premi italiani e francesi. Inoltre, la giuria è composta da lettori giovani, che ben rappresentano una fascia di pubblico variegata, esigente e dinamica, capace di fare opinione», dice Majorano.

Già autrice di un racconto per l'infanzia, Alice la saucisse, la Jabès ha vissuto in Italia e si occupa di cinema. L'eroina del libro che ha conquistato più della metà del pubblico di giovani lettori è una bimbetta di sette anni, innamorata dei libri, di quelli come I miserabili che la madre crede bene di dover cestinare nella toilette, dopo averne strappato le pagine. La bambina decide di liberarsi di colei che non le permette di sognare e di vivere mondi possibili nello spazio sia pur breve di una lettura. Una serie di trappole rocambolesche ai danni del genitore vengono in mente alla piccola cui non manca, certo, la fantasia. «Per me, il libro è la libertà che consente di esistere. Il libro crea degli universi e invita alla creazione», afferma l'autrice, anche lei grande lettrice. «E' importante, oggi, per la Francia - continua la Jabès - la coscienza che altri Paesi dell'Europa si interessino alla sua letteratura. Credo che la tendenza attuale, in Francia, sia di guardarsi un po' troppo l'ombelico».

La consegna ufficiale del Prix Murat 2005 a Sophie Jabès avrà luogo il 20 ottobre prossimo, in apertura del convegno «Nello spettacolo del romanzo».



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